"La proposta avanzata presso il Consiglio superiore delle Scuole europee" nei giorni scorsi e "apparentemente giustificata" da motivazioni "organizzative ed economiche, di introduzione dell’insegnamento della religione per i gruppi meno numerosi solamente in inglese, francese o tedesco è stata respinta". Si "scongiura così il rischio che nelle Scuole europee venisse meno il rispetto di un principio che per anni è stato affermato come cardine della costruzione europea, quello del multilinguismo". Mario Mauro, vicepresidente del Parlamento Ue, interviene su un tema in discussione a Bruxelles. Nelle scuole riservate ai figli del personale delle istituzioni comuni, è in atto un processo di riorganizzazione legato a motivi di bilancio, ma anche al nuovo flusso di studenti di numerose nazionalità, lingue e fedi religiose. Alcuni deputati sostengono che ciò dovrebbe avvenire nel rispetto dell’identità di ciascun allievo. Un alunno prosegue Mauro – deve conoscere "quale è la sua storia, i genitori devono essere liberi di dare al proprio figlio l’educazione, anche religiosa, che credono migliore". In tal senso, conclude il deputato, proseguirà l’impegno formalizzato "in una mia lettera al Consiglio volta a stigmatizzare i retroscena di questa tentata delegittimazione dell’insegnamento di religione".