"Non ha futuro quell’unità europea che prescinda da una memoria storica che apprezza il ruolo delle religioni e del sacro e imposta correttamente il rapporto tra politica e religione". A ribadirlo è stato mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, nel suo intervento in videoconferenza al seminario sul sostegno economico alal Chiesa cattolica in corso a Gazzada (Varese) per iniziativa del competente Servizio nazionale della Cei. "Un nuovo problema, pressoché sconosciuto vent’anni fa, si prospetta oggi all’orizzonte", ha detto Betori: "l’Europa sembra strutturalmente incapace di comprendere fenomeni diversi da quelli economico-produttivi". "Non meraviglia", perciò che "la prospettiva europea ardisca porre interrogativi sul sistema italiano dell’otto per mille, giudicandolo secondo il metro degli aiuti di Stato". Ma "i fenomeni produttivi non sono fenomeni religiosi e rispondono a logiche e regole diverse", la replica di Betori, secondo il quale "la comprensibile esigenza di armonizzare le politiche economiche e produttive non può applicarsi pedissequamente ad ambiti del tutto differenti, pretendendo di valutare con le stesse dinamiche anche i fenomeni religiosi". Proprio il grande successo dell’otto per mille, ha aggiunto Betori, "porta con sé il rischio di una sorta di appagamento": al contrario, "occorre sempre tener desta l’attenzione sulle offerte per il clero".