I vescovi di Sicilia esprimono "preoccupazione per le contraddizioni della società italiana e per la preoccupante instabilità politica che causa una graduale sfiducia della gente nelle istituzioni". Nel comunicato finale della sessione invernale della Conferenza episcopale siciliana (Cesi), 28-30 gennaio a Palermo, i pastori si dicono "consapevoli del momento storico che sta vivendo il nostro Paese dopo la crisi di governo intervenuta ed anche per la situazione siciliana dopo le dimissioni del governatore". La Conferenza episcopale presieduta da mons. Paolo Romeo, arcivescovo di Palermo, "auspica che prevalga un vivo senso di responsabilità nella ricerca di adeguate soluzioni, affinché ai cittadini sia assicurata al più presto una guida solida e serena che consenta a tutti di condurre la loro vita secondo dignità e di affrontare quei problemi che la compromettono, soprattutto nelle fasce più deboli della società". In riferimento alle prossime scadenze elettorali, la Chiesa siciliana ripropone l’identikit del buon amministratore che il card. Salvatore Pappalardo ricordato nel I anniversario della sua morte nel corso dei lavori della Cesi – delineava in occasione delle consultazioni elettorali del 1993: "Occorrono persone dotate di vera capacità professionale e amministrativa, di specchiata rettitudine morale, fornite di sincera volontà di svolgere un autentico servizio ai cittadini".