"Il processo di costruzione della ‘casa Europa’ sarà per tutti gradevolmente abitabile solo se verrà costruita su un solido fondamento culturale e morale di valori comuni che traiamo dalla nostra storia e dalle nostre tradizioni e se essa non rinnegherà le proprie radici cristiane". Ne è convinto il Papa, che nella parte del discorso al Corpo diplomatico dedicato all’Europa ha rilanciato il messaggio da lui lanciato in Austria, durante il suo recente viaggio pastorale. "Seguo con attenzione il periodo che si apre con la firma del Trattato di Lisbona", ha assicurato Benedetto XVI, che si è detto anche compiaciuto "per i progressi compiuti nei diversi Paesi della regione dei Balcani", rinnovando "l’augurio che lo statuto definitivo del Kosovo prenda in considerazione le legittime rivendicazioni delle parti in causa e garantisca sicurezza e rispetto dei loro diritti a quanti abitano questa terra, perché si allontani definitivamente lo spettro del confronto violento e sia rafforzata la stabilità europea". Citando poi Cipro e la recente visita di Sua Beatitudine Crisostomo II, il Santo Padre ha espresso "l’augurio che, nel contesto dell’Unione Europea, non si risparmi alcuno sforzo per trovare soluzione ad una crisi che dura da troppo tempo".