” “"Un fatto grave", che però deve servire agli adulti ad "andare al di là delle notizie allarmistiche e sensazionalistiche" per accettare "la sfida dei tempi lunghi dell’educazione". Gianna Cappello, presidente del Med, l’Associazione italiana per l’educazione ai media e alla comunicazione, non ci sta a ridurre il rapporto tra gli adolescenti e i media ad una semplice equazione finalizzata a "vendere più copie di giornali". Come nel caso ultimo in ordine di tempo salito agli onori delle cronache – di alcuni adolescenti di Agira, in provincia di Enna, che hanno filmato anziani e disabili con il telefonino per inviare il loro video all’immancabile "You-Tube". "A fronte di tre adolescenti che compiono un fatto grave come questo dichiara al SIR l’esperta ci sono centinaia di giovani che usano il cellulare nella maniera più innocua possibile, magari anche per divertirsi. Sono loro la norma, e non i casi di cui purtroppo spesso leggiamo sui giornali. Il problema, semmai, è che i tempi a medio e lungo termine, che per essenza appartengono a chi si impegna sul versante dell’educazione, non fanno notizia". Di qui l’impegno, per gli adulti, a "cercare di capire il mondo in cui si muovono i loro figli, anche in ambito mediatico", e per i ragazzi "ad autogovernarsi all’uso dei media" (segue).” “