Le bombe non fermano i cristiani. Nonostante sia stata una di quelle danneggiate dagli attacchi del 6 gennaio mattina, la chiesa greco-ortodossa di Saint George, a Baghdad lo stesso pomeriggio dell’attentato era di nuovo piena per la messa celebrata dal parroco, p. Yunan Yacoub. A darne notizia è il sito Ankawa.com rilanciato da Baghdadhope dove si legge: "questo, più che le parole di questi giorni, è un chiaro segno della determinazione degli iracheni cristiani a resistere alle pressioni di chi vorrebbe ripulire il paese dalla loro presenza". Ma se a Baghdad e Mosul la paura è tornata a colpire gli abitanti cristiani "diversa atmosfera si è respirata a Kirkuk dove è stata inaugurata una nuova sala conferenze della diocesi caldea. A tagliare il nastro mons. Andreas Sana, vescovo emerito della città, alla presenza dell’attuale arcivescovo, mons. Luis Sako. La sala, moderna ed attrezzata dal punto di vista tecnologico anche con un collegamento internet, è destinata ad ospitare riunioni, seminari e conferenze". Sul sito ankawa.com è possibile vedere le foto delle chiese colpite il 6 gennaio a Mosul: muri di cinta distrutti, finestre volate via, arredi danneggiati, resti del presepio sparsi nel pavimento, armadi saltati. Alcuni scatti mostrano anche i resti delle autobombe usate dai terroristi.