"Di rado una civiltà il giudizio del Papa ha trovato uno spirito così grande, che sapesse accoglierne i valori" ed inventare "idee e forme di cui si sarebbero nutriti i posteri, come sottolineò anche Paolo VI". Nato a Tagaste il 13 novembre 354 da Patrizio, un pagano che poi divenne catecumeno, e da Monica, "fervente cristiana". "Donna appassionata, venerata come santa", quest’ultima "esercitò sul figlio una grandissima influenza e lo educò nella fede cristiana, che tuttavia il giovane presto abbandonò, come succede anche oggi a molti giovani", ha aggiunto il Papa a braccio. "Di vivissima intelligenza", Agostino "ricevette una buona educazione" e divenne "perfetto dominatore della lingua latina", anche se "non arrivò tuttavia a maneggiare con altrettanto dominio il greco" A Cartagine, Agostino lesse perla prima volta l’Hortensius, uno scritto di Cicerone poi andato perduto che "si colloca all’inizio del suo cammino verso la conversione", perché "svegliò in lui l’amore per la sapienza", come scrisse da vescovo nelle Confessiones. "Anche se abbandonò la fede ecclesiale ha puntualizzato sito il Papa a braccio Agostino cercò sempre la verità. Era convinto che sena Gesù a verità non è trovata", che cioè nell’Hortensius "mancava la parola di Gesù". L’incontro con la Bibbia, tuttavia, "deluse il giovane Agostino, perché non vi trovava le altezze della filosofia". (segue)