INDIA: GLOBALIZZAZIONE E SUICIDI DEI CONTADINI, L’AZIONE DELLA CHIESA (3)

Il progetto diocesano ad Amaravathi, portato avanti in 50 villaggi del distretto da aprile 2007, ha già dato buoni frutti: "Tramite lo studio abbiamo potuto creare molta consapevolezza tra la popolazione in oggetto – spiega al SIR anche Charles D’Cruze, responsabile del programma nell’area di Vidarbha -, aiutandoli ad identificare le vie d’uscita cambiando le loro pratiche agricole. Ad esempio suggerendo loro di adottare tecniche di contabilità moderne e pratiche agricole scientifiche in modo da rendere tutto più sostenibile, e acquisire conoscenze per far sì che i terreni siano più produttivi. Abbiamo anche contribuito ad un cambiamento di mentalità tra le comunità in oggetto, una sorta di movimento ‘Pro-vita’. Ora i villaggi dove le organizzazioni ecclesiali lavorano con la gente sono consapevoli che il suicidio non è la soluzione ai problemi dei contadini. Questo è evidente dal fatto che ci sono stati solo 2 suicidi nei 50 villaggi dove abbiamo cominciato a lavorare". Per le vedove e gli orfani dei contadini si lavora inoltre con consulenze post-trauma e sostegno psicologico e sociale. Inoltre, nel giugno 2007, la diocesi di Amravati ha sostenuto i bisogni educativi di 75 scuole dove studiano i figli di 55 persone che si sono suicidate nel distretto di Yavatmal e in quello di Buldhana. (pca)