MIGRAZIONI: MONS. SIGALINI E MIGRANTES, CAMBIARE LA LEGISLAZIONE SULLA CITTADINANZA

” “E’ ora di “passare dallo jus sanguinis allo jus soli: se un giovane ha vissuto tutta la sua vita in Italia, facendo qui il suo percorso scolastico e formativo, mantiene la sua identita’ d’origine, ma ha pure un’appartenenza alla vita italiana che non e’ di comodo, bensi’ parte integrante della sua identità”. Mons. Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina, assistente generale dell’Ac e segretario della Commissione episcopale migrazioni (Cemi), ha lanciato un richiamo alle istituzioni circa la necessità di cambiare la legislazione sulla cittadinanza, parlando oggi a Roma alla presentazione della Giornata mondiale delle migrazioni, che in Italia parte dallo slogan “Giovani migranti: risorsa e provocazione”. La questione della cittadinanza, ha aggiunto il direttore dell’Ufficio per la pastorale degli immigrati e profughi di Migrantes, p. Gianromano Gnesotto, e’ uno “svincolo fondamentale per il successo delle politiche migratorie”. ” “Riconoscere come cittadino italiano chi ha sempre vissuto in Italia, anche se figlio di genitori stranieri, e’ infatti “fondamentale per farlo sentire parte di un territorio che in effetti e’ anche suo, senza incentivare disaffezioni e rifiuti”. Oltre al riconoscimento dello jus soli, Gnesotto ha anche chiesto “una riduzione dei tempi oggi richiesti agli immigrati per diventare cittadini italiani” e la possibilità di mantenere la “doppia cittadinanza”.” “