SRI LANKA: COMBATTIMENTI E ATTENTATI, SI RIAFFACCIA LA GUERRA TOTALE

"Il ministro Dassanayake non giocava alcun ruolo di primo piano nel governo e neppure era un protagonista del conflitto etnico. La sua uccisione suggerisce pertanto che ciascun politico potrebbe essere ora nel mirino delle Tigri": con questa affermazione il Consiglio per la Pace dello Sri Lanka, organizzazione che riunisce varie iniziative di dialogo e per il rispetto dei diritti umani ha espresso il timore che il conflitto si possa trasformare in guerra totale. Anche oggi vi sono notizie di violenti scontri nel Nord e nell’Est dell’isola, dove l’esercito sta conducendo una violenta offensiva. Hanno superato quota cento i morti dall’inizio dell’anno, provocati dai combattimenti, ma anche da numerosi attentati dinamitardi come quello che ieri è costato la vita al ministro dell’Edilizia, Dassanayake, e altri che sempre ieri hanno scosso la capitale senza provocare ulteriori vittime. Il governo di Colombo, che una settimana fa ha sospeso unilateralmente la tregua in vigore dal 2002 ma di fatto da tempo ignorata dai contendenti, è sicuro di potere concludere sul campo la partita con il movimento indipendentista. In questa situazione, il Consiglio per la Pace dello Sri Lanka "condanna l’uccisione insensata di un uomo politico eletto dal popolo e la morte accidentale di civili. Un fatto che non può che consolidare la cultura della violenza nel paese".” “