La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (che i cristiani celebreranno in Italia con varie iniziative ecumeniche dal 18 al 25 gennaio) viene a cadere in "un momento ecumenico non roseo ma tanto più per questo diventa importante". E’ l’opinione espressa da Mario Gnocchi, presidente del Segretariato Attività ecumeniche (Sae) che spiega: "La situazione ecumenica in cui viene a cadere quest’anno la Settimana di preghiera presenta luci ed ombre. Le ombre sono il riflesso delle difficoltà che il movimento ecumenico ha incontrato in questi anni e anche negli ultimi mesi, come alcune dichiarazioni della Congregazione della dottrina della fede che hanno avuto delle ripercussioni certamente non favorevoli soprattutto dalla parte evangelica". Ma tanto più per questo, è "importante" che i cristiani si incontrino per pregare insieme per l’unità delle loro Chiese. "Credo dice Gnocchi – che non si debba mai rinunciare alla preghiera, proprio perché è la fonte di ispirazione da cui ripartire. La preghiera è apertura alla voce di Dio, è impulso dello Spirito, illuminazione per nuovi percorsi. Dà la forza per affrontare non sottacere i punti di difficoltà ma di affrontarli con la speranza che la preghiera alimenta". (mcb)