Pietro Boffi parla poi di una "debolezza intrinseca" al provvedimento, che "limitandosi a poche frasi con le quali si va ad agire sul diritto individuale" stabilisce norme "di difficile applicazione, o che facilmente possono dare adito a contenziosi". "Chi valuta l’effettiva durata e continuità della convivenza?", domanda Boffi, dal momento che "il riferimento all’anagrafe è abbastanza precario" ed "è difficile controllare se uno finge". In secondo luogo, solleva "perplessità" anche "la designazione in forma scritta e autografa della persona alla quale spettano decisioni importanti in campo sanitario" senza una verifica delle condizioni in cui viene sottoscritta tale dichiarazione. Infine, il provvedimento va ad agire sul patrimonio e sull’asse ereditario, stabilendo "il diritto di abitazione vitalizio" del compagno o della compagna in caso di morte di uno dei conviventi, purché questo non si sposi o inizi una nuova convivenza. A tal proposito "chi controlla la presenza o meno di una nuova convivenza?". "Si possono aprire innumerevoli contenziosi tra eredi e persone aventi diverso titolo sulla casa. Ci sono già casi di fortissima litigiosità con coniugati che poi si separano o divorziano, figuriamoci conclude se a ciò aggiungiamo anche una convivenza".” ” ” “