Entrando nel merito della proposta di legge, "il testo unico osserva Dalla Torre affronta problematiche in parte già risolte, in parte facilmente risolvibili anche in altro modo". La successione nel contratto di locazione, ad esempio, "è un problema già risolto dalla giurisprudenza"; per altre questioni come l’assistenza in caso di malattia e ricovero, invece, "basterebbe una dichiarazione unilaterale, così com’è previsto dal testo unico all’art. 4, per le «decisioni in materia di salute e per il caso di morte»". Tale dichiarazione autografa, però, non necessita di una legge apposita e di "scomodare modelli parafamiliari". Proseguendo l’esame del testo, il giurista evidenzia "due casi in cui s’incide sui diritti dei membri della famiglia legittima". Il primo riguarda "il diritto di abitazione per il convivente superstite, che tocca lo status dei figli legittimi"; il secondo, invece, "concerne gli obblighi alimentari, dove il convivente «ha la precedenza sugli altri obbligati», ivi compresi eventuali figli nati da precedenti unioni". Infine, il rettore della Lumsa sottolinea come, sotto il profilo giuridico, il "vincolo dell’affettività" sia "irrilevante" e crei "ambiguità". "E se ci sono rapporti di solidarietà tra due o più persone che vivono insieme, ma senza legami affettivi? Qui conclude nasce la vera discriminazione".