"Chi soffre di malattia mentale o chi ha un parente, amico, vicino malato sa bene come questa realtà sia spesso segnata dall’assenza di speranza, di gioia, a volte anche di affetto" scrive il cardinale Dionigi Tettamanzi nel messaggio alla diocesi in occasione della Giornata mondiale per la salute mentale. "Ci sono persone prosegue – che, dopo anni di degenza manicomiale, si sono ritrovate sole, abbandonate dai propri cari proprio a causa della malattia e incapaci di badare a se stesse una volta che tali strutture sono state chiuse. A una restituzione alle realtà locali e territoriali della cura, a seguito della Legge 180 (Legge Basaglia) del 1978, spesso non è seguita la presa in carico civile e anche della comunità cristiana di tali persone".” “"Da qualche anno avverte Tettamanzi – e probabilmente sempre di più in futuro, le persone con disagio psichico stanno diventando nostri vicini di casa. Uscire dalle strutture residenziali preposte alla cura perché giudicati idonei nel tornare a vivere la vita ordinaria non deve spaventarci: è una buona notizia per restituire a queste persone una dignità spesso dimenticata". Ciò può accadere se riusciremo a "umanizzare le nostre città, tornare a salutarci ossia a considerarci persone". Il cardinale esorta le comunità cristiane "a mettere in cantiere corsi di formazione per preparare nuovi volontari e percorsi educativi per giovani".