L’OSSERVATORE ROMANO: NAPOLITANO, FORTE "ASSONANZA TRA STATO E CHIESA" (2)

Alla domanda se si possa definire pienamente realizzata la collaborazione tra laici e cattolici a sessant’anni dall’entrata in vigore della Costituzione, il capo dello Stato ha risposto: "Pienamente, sì, nel senso che non ci sono barriere a questa collaborazione e che c’è veramente un mescolarsi naturale di laici e cattolici a tutela di questi valori. Non direi ‘pienamente’ nel senso che si siano esplorate e messe a frutto tutte le potenzialità di questa collaborazione: rimane ancora molto da fare". A proposito delle radici cristiane, Napolitano ha detto che esse "sono molto vive nella stessa impresa dell’integrazione europea, della costruzione europea. È stata forse la più grande impresa di solidarietà che si sia realizzata in una parte del mondo". Ed il contributo dei cattolici dalla Costituente ad oggi? Il contributo dei "dei cattolici come attori e protagonisti della vita politico-istituzionale della Repubblica – ha risposto Napolitano – è stato fondamentale": oltre alla " posizione centrale" nella politica italiana della Democrazia Cristiana, occorre ricordare il "ricchissimo contributo di posizioni di pensiero e di movimenti sociali di ispirazione cattolica" e non solo al tempo della Costituente. "Abbiamo avuto uno sviluppo robusto del pensiero cattolico in molti campi", ha detto Napolitano, e poi non bisogna dimenticare "i movimenti sociali cattolici".