"Ci risiamo! Arriva un’altra notizia su rapporti tra politica e ‘ndrangheta in Calabria, dopo che in questi ultimi mesi molte inchieste avevano messo in evidenza la pericolosità criminale della mafia calabrese e la sua pervasività a livelli istituzionali". Così Francesco Manganaro, ordinario di diritto amministrativo e direttore dell’Istituto di formazione politico-sociale della diocesi di Reggio Calabria-Bova, commenta al Sir i nuovi arresti di questa mattina di alcuni amministratori comunali a Gioia Tauro e Rosarno. Ma la Calabria è solo questo? Di fronte a queste notizie risponde Manganaro – ci sono "i calabresi onesti" che si "indignano perché la loro terra viene maltrattata, ritenendosi offesi da un trattamento mediatico eccessivamente negativo. Questo genere di atteggiamento rischia di dimostrarsi inconcludente e perverso. Secondo il docente universitario quello che manca nella comunicazione mediatica sulla Calabria è "la benché minima notizia sulle molte realtà positive, che, proprio perché in terra di frontiera, andrebbero ancor più rese visibili, contribuendo alla crescita della fiducia in una rinascita civica indispensabile all’intero Paese, poiché, deve essere ben chiaro, la questione calabrese e quella meridionale non possono essere isolate in un ristretto contesto territoriale". (segue)