DIOCESI: RIMINI, IN 5 MILA ALL’ASSEMBLEA CON IL VESCOVO LAMBIASI E OLIVERO (SERMIG)

I "rischi" che oggi i credenti corrono più facilmente nel professare la fede sono due: ritualismo e secolarismo. Lo ha detto ieri sera a Rimini, nel discorso introduttivo ai lavori dell’assemblea diocesana, presenti oltre 5 mila fedeli, il vescovo mons. Francesco Lambiasi. "Il ritualismo – ha spiegato – consiste nel "ridurre il culto eucaristico a rito vuoto, magari eseguito puntigliosamente, ma separandolo dalla vita". Il secondo rischio è il "secolarismo", che "riduce l’evento eucaristico a mero simbolo dell’aspirazione umana alla libertà e alla solidarietà". Per mons. Lambiasi, passare "dalla contemplazione alla missione" è il tratto caratteristico dei credenti che, portatori della "buona notizia", operano consapevolmente e nel concreto della vita per far crescere il Regno di Dio nella famiglia, nella parrocchia, nella società. All’assemblea ha preso parte come testimone Ernesto Olivero, fondatore del Sermig (Servizio missionario giovani) di Torino, che ha illustrato l’attività svolta dal suo gruppo anche attraverso l’ "Arsenale della Pace" da dove partono gli aiuti ai paesi più poveri del mondo. Olivero ha annunciato che proprio Rimini potrebbe diventare la sede del prossimo incontro del Sermig, un evento, dice, “capace di portare un milione di persone”.