"Noi crediamo che ci sia un diritto di ogni popolo ad avere la Sacra Scrittura tradotta nella propria lingua e che noi cristiano abbiamo il dovere di far giungere la Bibbia nella lingua di ciascun popolo". Così, mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni nonché presidente della Federazione biblica cattolica, ha presentato ai giornalisti la firma di un accordo di cooperazione per la traduzione e la diffusione della Bibbia che è avvenuta proprio di fronte ai giornalisti da parte dei dirigenti di due organismi: la Federazione Biblica Cattolica e la "United Bible Societies". Nel presentare l’iniziativa, mons. Paglia ha sottolineato due sfide che le Chiese sono chiamate ad affrontare: intanto ha detto "l’incredibile numero di persone che non hanno ancora una familiarità con la Bibbia". Dalle ricerche sociologiche condotte per conto della Federazione biblica cattolica, emerge per esempio, che "in molte case c’è una Bibbia ma pochi hanno una Bibbia per uso personale e privato". Insomma, conclude mons. Paglia "una Bibbia da scaffale ma non da comodino".