“Life is now”, “È qui la festa?”, “La vita comincia a notte”: queste espressioni oggi molto comuni, specie tra i giovani, sono state evocate da Franco Riva, docente di etica sociale all’università Cattolica di Milano, nel suo intervento al convegno CEI su “giovani e lavoro” in corso da lunedì a Roma. “Queste definizioni ha proseguito evocano un immaginario e un mondo giovanili, o giovanilistici, e si reggono su dissociazioni o contrapposizioni che si tende acriticamente ad accettare. Per ridare significato al lavoro e quindi anche alla festa ha aggiunto occorre saper ritrovare la ‘gioiosità del lavoro’, perché esso all’inizio era così mentre oggi lo si considera una cosa troppo seria o seriosa”. “Ai giovani il lavoro appare adulto, vecchio. ha poi detto Riva – per una questione generazionale: esso evoca nei giovani una serietà troppo seriosa, come di un tempo concesso ad altri. Il concetto di lavoro rischia pertanto di fallire: questo perché è stato buttato troppo esclusivamente sul lato del bisogno, della necessità, dell’esigenza produttiva. Ai giovani bisogna invece offrire ha sottolineato gli strumenti per cogliere il senso del lavoro come gioia e come liberazione”.” ” ” “