Per il card. Sepe “Napoli è forse una delle poche città che riesce, nonostante tutto, a creare delle sintonie naturali che non hanno bisogno neanche di essere spiegate”. “La sua storia, il retaggio della sua cultura, lo straordinario dispiegamento delle sue bellezze naturali sono un volume sempre aperto alla meditazione e alla riflessione di tutti: anche e soprattutto di coloro che si trovano ad essere sopraffatti da quella Napoli che, troppo spesso, sembra impegnata a tradire per prima se stessa e offusca non solo le sue bellezze ma anche la sua anima”. Secondo il card. Sepe “la violenza in tutte le sue forme e operata attraverso le sue cupe e spregevoli consorterie è uno sfregio che la città per prima non merita”. Ma, ha continuato, “voltare le spalle a Napoli significa voltare le spalle alla speranza, in sostanza, alle possibilità di riscatto di un intero popolo”. D’altra parte, “la comunità ecclesiale si sente tanto più rafforzata nel proprio impegno quanto più si trova a constatare di non essere sola, ma di poter contare sulla forza di quelle sintonie naturali che si sviluppano tra le persone ma che talvolta arrivano a toccare il cuore delle stesse istituzioni”. (segue)