BAMBINI E ARMI: SAVE THE CHILDREN, "L’ISTRUZIONE PER COMBATTERE LA GUERRA" (3)

"E’ una questione di coerenza – commenta Neri -. I paesi del G8 non possono dare aiuti in educazione impegnandosi solennemente a garantire questo diritto a tutti i bambini che ne sono esclusi, in particolare a quelli nei paesi in conflitto armato, e allo stesso tempo esportare armi leggere verso quei paesi". Save the Children raccomanda all’Italia "di aumentare gli aiuti all’istruzione primaria nelle nazioni in via di sviluppo, destinandone almeno la metà ai paesi Cafs (Conflict Affected Fragile States, paesi fragili in stato di guerra); di garantire che l’ EFA-FTI (Education for All-Fast Track Initiative) – che il nostro paese presiederà nel 2009 insieme al G8 – istituisca e finanzi un fondo per sostenere i Cafs; di rivedere la legge 185/90 sull’esportazione, importazione e transito di armi a uso bellico e la legge 110/1975 in modo tale da prevedere l’esplicito divieto di vendita di armi leggere a quei paesi in cui minori di 18 anni siano coinvolti nelle ostilità come bambini soldato". Alla comunità internazionale, Save the Children chiede "di incrementare in modo cospicuo i finanziamenti in istruzione di base, in linea con gli Obiettivi del Millennio" e "di arrivare alla definizione di un Trattato internazionale sul commercio di armi, che vieti i trasferimenti di tutti i tipi di armi, laddove esse possano essere utilizzate per commettere violazioni dei diritti umani".