Un’alleanza pastorale per dare risposte ai bisogni dei giovani, anche immigrati, nel campo del lavoro. Lo ha proposto mons. Arrigo Miglio, presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, al convegno Cei "Giovani e lavoro" che si chiude oggi a Roma. Pastorale del lavoro, giovanile, universitaria e familiare insieme, dunque, chiamate ad allargare i loro confini per instaurare un rapporto nuovo e più ricco. "Gli interessi della pastorale giovanile ha spiegato Miglio – devono allargarsi anche perché se i giovani che in passato lavoravano erano considerati ‘sistemati’, quindi meno coinvolti nella pastorale giovanile, oggi con la precarietà lo sono tutt’altro". "La dimensione del lavoro andrebbe maggiormente evidenziata nel campo del progetto di vita di un giovane che pensa alla famiglia, al matrimonio. I giovani devono avere la possibilità di lavorare e formarsi avendo già un obiettivo preciso, una meta finale chiara. Sono sempre di più, infatti, i giovani che entrano nella vita adulta senza una vera esperienza di lavoro negata dalla disoccupazione e dalla precarietà". La stessa che, per il vescovo, "rende difficile pensare ad un progetto di vita. Una pastorale integrata, come i vari documenti della Chiesa italiana attestano anche con il convegno ecclesiale di Verona, potrebbe aiutare il giovane anche in questo campo".” ” ” “