"Per essere vicini ai giovani – ha detto mons. Sigismondi – occorre domandar loro non dove sono ma dove guardano e cercare così di educarli a tenere fisso lo sguardo sui valori fondamentali della vita". Il vescovo, parlando della città di Foligno, ha detto di volerla conoscere a fondo, girandola a piedi o in bicicletta, convinto di essere arrivato negli anni più belli dopo le ferite inferte dal sisma del ’97. "Dopo la ricostruzione delle case – ha dichiarato mons. Sigismondi – c’è stata quella delle chiese. Ora è il momento di ricostruire il tessuto sociale, civile ed ecclesiale, perché la città è viva soltanto se i cittadini la fanno vivere". Il nuovo vescovo ha poi detto ai giornalisti di aver da poco visitato la nuova chiesa realizzata dall’architetto Massimiliano Fuksas e di essere rimasto sorpreso dalle straordinarie sensazioni che riesce a comunicare una volta entrati. "L’idea – ha sottolineato il presule – è quella verticalità e della trascendenza: chi entra è spinto dal gioco di luci a levare lo sguardo verso l’alto e improvvisamente si sente proiettato verso l’infinito ed è come se l’eterno scendesse nel tempo".