RAPPORTO POVERTÀ: PASINI (ZANCAN), "RINUNCIARE AI PRIVILEGI E RIPARTIRE DAI PIÙ POVERI" (2)

Secondo mons. Pasini "dobbiamo trarre lezione dall’attuale crisi economica-finanziaria": "Per risolverla non si è tardato a sconvolgere alcuni fondamenti ideologici del sistema capitalistico, che sembravano inamovibili e dogmatici. Se si vuole veramente il ‘bene comune’, un analogo ripensamento va fatto anche in rapporto alla società". Tiziano Vecchiato, direttore della Fondazione Zancan, ha fornito cifre inequivocabili: "si può dare risposta alla povertà senza aumentare la spesa pubblica complessiva per la protezione sociale (366.878 milioni di euro) e senza aumentare la spesa per l’assistenza sociale (circa 47 miliardi di euro nel 2007)". Ad esempio, ha suggerito, "è possibile destinare ad un diverso utilizzo parti rilevanti della spesa per assistenza sociale, oggi destinata alla persone non autosufficienti e alle famiglie di lavoratori con figli". Anche se, ha ammesso, "non è per niente facile, perché chi oggi beneficia dei trasferimenti pubblici e ne ha fatto una fonte di reddito non è disposto a rimettere in discussione i diritti acquisiti, anche se ragioni di equità portassero a riconoscere il contrario". Vecchiato ha ricordato, inoltre, che l’emergenza sociale riguarda 15 milioni di persone, quindi non solo i 7,5 milioni di persone ufficialmente sotto la soglia della povertà, ma altrettanti che "si collocano poco sopra, quindi ad alto rischio di diventarlo".