"La scuola può essere centrale nell’individuare i bambini abusati ha continuato Gabriele ma non solo: è importante che tutti i soggetti, scuole, consultori, medici di base, istituzioni si mettano in rete per far crollare l’indifferenza". "Dobbiamo ragionare senza negare le emozioni ha detto Gabriele e soprattutto pensare alla presa in carico delle vittime per la quale è assolutamente necessaria l’unione di diverse soggettività, conoscenze e competenze". E’ quanto avviene all’interno della Asl Roma D: un gruppo di lavoro interdisciplinare composto da assistenti sociali, pediatri, psicologi, neuropsichiatri infantili. "In queste drammatiche occasioni anche gli adulti non sanno come comportarsi o a chi rivolgersi. Nella nostra azienda possono trovare operatori qualificati su cui contare". Al convegno è intervenuto anche il Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Lazio, Francesco Alvaro. "Di fronte ad una storia come quella raccontata nel libro non si può fare a mano di chiedersi: si poteva evitare?" ha commentato sottolineando l’importanza dell’intervento dei servizi territoriali e dell’organizzazione di percorsi che guardino al problema da diverse angolazioni. "La Regione ha concluso – si impegnerà in prima persona contro gli abusi sui minori. Sarebbe assurdo non dare aiuto di fronte ad una sofferenza così diffusa".