DIOCESI: LA PRIMA INTERVISTA “FIORENTINA” DI MONS. BETORI

"In questi anni ho dato molti consigli ai vescovi stando dietro una scrivania, adesso sarò io ad averne bisogno". Così risponde mons. Giuseppe Betori, nuovo arcivescovo di Firenze, nella sua prima intervista ‘fiorentina’ andata in onda oggi a Radio Toscana. All’inizio del suo ministero pastorale Betori annuncia quale sarà il suo "atteggiamento di fondo" quello di "metterci anzitutto in un atteggiamento d’ascolto della Parola di Dio poi dove camminare lo vedremo insieme". Di Firenze Betori parla come "di una realtà diocesana fortemente ricca dal punto di vista dell’esperienza caritativa e solidale" ma anche forte "nella ramificazione territoriale" e dalla grande "vocazione culturale". Nell’intervista c’è tempo anche per ricordare come, durante l’alluvione di Firenze, "salvai una cassetta che conteneva le lettere d’amore che una vecchia signora aveva ricevuto dal marito, ormai morto e – aggiunge ‘l’angelo del fango’ – penso che per lei quelle lettere fossero importanti quanto il crocefisso di Cimabue". Un’ultima battuta il vescovo la riserva alla sua fede juventina, poco in linea con il sentimento calcistico della città, rivelando che "il mio immedesimarmi con la città di Firenze chiede anche sacrificio. Anche l’arcivescovo di Firenze ha qualche macchia nel suo passato, come l’attenzione a una certa squadra calcistica, ovviamente già abbandonata". Mons. Betori entrerà a Firenze il prossimo 26 ottobre.