"Personalmente si è impegnato nella difesa della vita dal suo concepimento fino alla morte naturale, nell’ora indicata dal Creatore. E questo rimane come il suo testamento spirituale". Così il card. Stanislaw Dziwisz, arcivescovo di Cracovia e per quasi 40 anni suo segretario generale, ha ricordato Giovanni Paolo II, nell’omelia della messa per il trentesimo della sua elezione, celebrata oggi nella basilica vaticana. "Il Servo di Dio ha proseguito il cardinale ha visto nei giovani non soltanto i costruttori di un futuro migliore, ma prima di tutto una forza capace di difendere tanti valori fondamentali. E i giovani gli hanno risposto con altrettanta fiducia. Questo reciproco scambio ha fatto di Giovanni Paolo II un grande educatore dei giovani e ha fatto vedere la necessità della fiducia in ogni sforzo educativo e in qualsiasi ambiente, nella società civile e nella Chiesa". Altro "motivo di ringraziamento" verso Giovanni Paolo II, per Dziwisz, è la prospettiva di "costruire una civiltà di vita e di amore, in risposta ai progetti di un mondo che si basa sulla civiltà della paura, della morte e dell’odio".