SINODO DEI VESCOVI: CARD. LEVADA, NEL PENSIERO DEL PAPA IL "GIUSTO INCONTRO" TRA FEDE E RAGIONE

"Un esempio della tensione moderna tra fede e ragione". Così il card. William Joseph Levada, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha risposto alla domanda di un giornalista, che Riscontrava una differenza di accenti tra il discorso del Papa a Parigi sul metodo storico-critico (lì elogiato in positivo, come antidoto al fondamentalismo) e quello del 14 ottobre al Sinodo dei vescovi, in cui si riscontravano invece alcuni limiti a tale metodo. "L’approccio di tipo fondamentalista – ha spiegato Levada ai giornalisti, durante la conferenza stampa di oggi sulla "Relatio post disceptationem" – è tutta fede, mentre l’uso del metodo storico-critico nel senso liberale è tutto ragione. Il Papa cerca il giusto incontro tra fede e ragione". "Il fatto che Gesù si è incarnato – ha puntualizzato Levada – è sempre un nodo dell’ interpretazione delle Scritture, e si incentra su fattori storici e umani. Invece una giusta interpretazione della Scrittura come Parola di Dio rivelata a noi non può essere limitata a un campo umano", ma va inserita all’interno di "una prospettiva di una nuova creazione, di cui Gesù è il primogenito". L’importante, dunque, come sottolinea il Papa, è "guardare insieme i fattori di una comprensione umana, dunque razionale, e un’intelligenza della fede che sta già nella rivelazione stessa e che chiama la nostra fede come risposta". (segue)