SPAGNA: NOTA DELLA CONFERENZA EPISCOPALE SUL BIMBO NATO PER CURARE IL FRATELLO (3)

In un documento dell’Assemblea plenaria della Conferenza episcopale spagnola, del 30 marzo 2006, si segnalava, ricorda la nota, l’ingiustizia che si commette con gli esseri umani prodotti nel laboratorio, all’essere trattati "come un mero prodotto ottenuto per il dominio strumentale dei tecnici". Rispetto alla tecnica utilizzata nel caso del bimbo nato il 12 ottobre, lo stesso documento osservava che le giustificazioni addotte per tali pratiche "sono inaccettabili". "È certo – diceva il documento -: bisogna curare i malati, ma senza eliminare mai per questo nessuno. La compassione ben intesa comincia con il rispettare i diritti di tutti, in particolare, la vita di tutti i figli, sani e malati". "Il fatto felice della nascita di un bebè sano – si osserva nella nota – non può giustificare la strumentalizzazione alla quale è stato sottoposto e non basta per presentare come progresso la pratica eugenetica che ha supposto la distruzione dei suoi fratelli generati in vitro". "La Chiesa – termina la nota – desidera prestare la sua voce a quelli che non ce l’hanno ed ai quali è stato negato il diritto fondamentale alla vita. Con questi chiarimenti non si vuole giudicare la coscienza né le intenzioni di nessuno", ma "si cerca di ricordare i principi etici obiettivi che tutelano la dignità di ogni essere umano".