"Il passaggio del Papa ieri a Pompei su Longo e l’anticlericalismo e sulle tendenze di quei tempi è significativo di una situazione che si ripropone anche oggi". Riprendo le parole di Benedetto XVI, lo dice in un’intervista al SIR (questa sera su old.agensir.it) Giuseppe Savagnone, saggista ed editorialista di diverse testate. "L’anticlericalismo è cieco prosegue Savagnone -, incapace di una vera riflessione critica. Ha posizioni fanatiche che non guardano la realtà, ma seguono una passione che è quella contro la Chiesa cattolica. Queste stesse persone, che magari difendono l’islamismo e l’induismo, sono mille miglia lontane dalla posizione di tali religioni, immensamente di più che dal cristianesimo". Inoltre "queste persone non si rendono conto che esse stesse esistono grazie al cristianesimo, il quale è talmente laico da aver messo in luce l’importanza della ragione, l’autonomia del mondo terreno, tutte cose che le altre religioni non riescono a cogliere".E stato proprio "il cristianesimo conclude Savagnone – ad aver valorizzato come non mai la ragione, l’autonomia della persona, la capacità di riflettere e prendere posizione. Non rendersene conto significa, appunto, essere ciechi".