"So ha aggiunto che le cose sono molto complesse sul piano politico e culturale. E che non bisogna confondere l’Islam con le pratiche degli Stati". "Ma abbiamo bisogno di sentirci dire che esiste davvero una collaborazione tra musulmani e cristiani in Europa per promuovere a livello mondiale quei valori umani che ci sembrano fondamentali". Nel suo discorso, il card. Ricard ha delineato altri ambiti di collaborazione tra cristiani e musulmani. Tra questi, ha evidenziato la lotta alla esclusione sociale parlando della situazione in cui si trovano a vivere un numero sempre più grande di immigrati nelle città europee: "città o quartieri-ghetto, fallimento scolastico, disoccupazione, sentimento di non aver spazio né avvenire nella società, rancore e violenza nei confronti di una società che non sembra poi così giusta". "C’è ha detto l’arcivescovo tutto un lavoro da fare insieme per prevenire le esplosioni di violenza che possono prodursi in queste situazioni e per far uscire queste persone dalla esclusione". Un’azione – ha detto l’arcivescovo – che può declinarsi anche a livello locale come "lavoro di pacificazione sociale" che le comunità cristiane e musulmane possono fare insieme nei quartieri così chiamati "difficili".