Chiarire le norme sulla competenza giurisdizionale in materia di divorzi "extranazionali", ma anche "tutelare la prole". Sono tra gli obiettivi che si propone una proposta della Commissione riguardante i casi di conclusione del rapporto matrimoniale fra persone di diversa nazionalità, all’interno dell’Ue e oltre i confini comunitari. Il Parlamento Ue ha oggi approvato ad ampia maggioranza tale iniziativa (522 voti favorevoli, 89 no, 35 astensioni), "aprendo la strada – come ha spiegato la relatrice tedesca Evelyne Gebhardt a una normativa più chiara e completa". Ogni anno nell’Ue sono 170mila le situazione di crisi fra coppie "a passaporto misto". Spesso ad aggravare la situazione si aprono conflitti sull’affidamento dei figli. La posizione dell’Esecutivo tende a "garantire che i coniugi assumano una decisione in modo consapevole". L’intento è giungere almeno alla designazione "di comune accordo" del foro cui rivolgersi, scelto tra varie possibilità: lo Stato di uno dei due coniugi, quello in cui avevano la residenza abituale, quello in cui è stata presentata la domanda oppure dove è stato celebrato il matrimonio. La relatrice ha ricordato che "il Parlamento è solo consultato su questa proposta, mentre in Consiglio è richiesta l’unanimità".” ” ” “