"In un mondo che ci abitua a confidare solo in noi stessi e nell’opera delle nostre mani, e crea egoismo e divisione insieme a tante paure, il nostro vescovo ci aiuta a capire il grande valore di una vita con il Signore spesa per il bene del prossimo". E’ un passaggio dell’omelia che mons. Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone – Veroli Ferentino, ha tenuto questo pomeriggio nella cattedrale di Frosinone, durante i funerali del suo predecessore mons. Salvatore Boccaccio, morto sabato mattina dopo una lunga malattia. Richiamandone il motto "in manus tuas", mons. Spreafico ha aggiunto che "oggi don Salvatore dal cielo" ci affida "le sue parole che diventano per noi tutti la preghiera con cui lo accompagniamo nel suo passaggio da questo mondo al Padre, e insieme sono una proposta di vita: metterci nelle mani del Signore per essere testimoni del suo amore e audaci missionari del suo Vangelo". "L’incontro con Monsignor Giaquinta, fondatore della Pro Sanctitate, permise a don Salvatore di rendere più concreta la tensione a quella santità di vita, a cui aspirava – ha rammentato mons. Spreafico -. Don Salvatore in questo radicamento spirituale ha saputo tenere unita la fermezza della tradizione della Chiesa alla pienezza della misericordia" (segue)” “” “