Si stima che ogni anno 275 milioni di bambini assistano a episodi di violenza e maltrattamenti tra le mura domestiche. "Non sono cifre in grado di dirci esattamente quanti bambini subiscono percosse, per esempio da parte dei genitori, in Italia – spiega l’organizzazione internazionale Save the Children -. Tuttavia segnalano la preoccupante e ampia diffusione della violenza e del ricorso anche alle punizioni corporali all’interno dell’ambiente familiare". Il divieto esplicito delle punizioni corporali in tutti i contesti, compreso quello familiare, è stato previsto solo da 23 paesi nel mondo. In Europa, l’utilizzo di punizioni corporali sui bambini, anche in ambito familiare, è vietato in Svezia, Norvegia, Finlandia, Austria, Cipro, Danimarca, Lettonia, Bulgaria, Ungheria, Germania, Romania, Grecia e, dal 2007, anche nei Paesi Bassi, in Portogallo e Spagna. In Italia le punizioni corporali non sono espressamene vietate per legge in ambito familiare. "L’obiettivo della previsione di questo esplicito divieto – conclude Save the Children – è soprattutto di inviare un chiaro messaggio alle famiglie e a tutta la società, affinché sia evidente che non è accettabile picchiare un bambino e che un genitore ha la possibilità di educare i propri figli facendo ricorso ad altri strumenti che non sia il ricorso alla violenza". Info: www.savethechildren.it