In una società che "non trasmette più la fede ma la libertà religiosa del cittadino", in cui "regnano la perplessità, il bricolage delle credenze", dove "le rappresentazioni della fede cristiana sono spesso caotiche e parziali, al punto da renderla anche odiosa" il credente è chiamato ad "approfondire la propria fede cristiana, a fortificarla, passando da una fede tradizionale ad una personale mediante una vera e propria conversione". Lo ha detto l’arcivescovo ordinario militare per l’Italia, mons. Vincenzo Pelvi, nel suo intervento, oggi ad Assisi, alla settimana di aggiornamento dei cappellani militari su "Annuncio del Vangelo e mondo militare". Tracciando le piste future di lavoro mons. Pelvi ha esortato gli oltre 200 cappellani presenti "a sostenere una nuova mentalità per incoraggiare un cammino di crescita nella fede" proponendo "il passaggio da una logica dell’organizzazione (fissare strutture, incontri, scadenze) a quella delle relazioni attraverso le quali una comunità cristiana educa alla fede (relazioni con la persona, la famiglia, l’ambiente di lavoro)". Al centro della pastorale "non ci può essere solo l’organizzazione dell’itinerario, ma piuttosto l’accompagnamento della persona nell’esperienza cristiana. Si tratta di privilegiare l’annuncio e l’accoglienza più che la richiesta di sacramenti o gli obblighi da adempiere". (segue)