LIBERTÀ RELIGIOSA: CERVELLERA, "È UN FORTE FATTORE DI SVILUPPO SOCIALE"

“La difesa della libertà religiosa in realtà quali India, nella zona di Orissa, o Cina, o Vietnam o altri stati dove i credenti sono sottoposti a vessazioni mostra che l’assenza di libertà si traduce in una penalizzazione per lo stesso sviluppo complessivo di quel paese. Viceversa l’aumento della libertà religiosa diviene immediatamente un fattore di sviluppo e crescita”: lo ha detto stamane a Roma, durante l’incontro promosso da Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) per la presentazione del rapporto sulla libertà religiosa nel mondo, p. Bernardo Cervellera, direttore di “Asia News”. “In contesti anche diversi si è notato – ha proseguito – che la presenza di una opinione pubblica attenta e combattiva costringe i governi più o meno totalitari a trattenersi da prese di posizione più dure. Comunque diverse situazioni risultano di fatto ‘bloccate’ da veti interni, o equilibri di potere tra partiti e centri di pressione nazionali, anche se – sul piano ufficiale – i governi nazionali hanno espresso intendimenti per appianare o risolvere le situazioni più gravi, come nel caso dell’Orissa”.L’esperto di paesi arabi Camille Eid ha sottolineato che “in Medio oriente e in particolare in Iraq si ritiene che dietro gli esodi forzati di migliaia di famiglie cristiane ci sia un piano per la futura frantumazione del paese e poi dell’intero Medio Oriente”. Secondo Eid sono già “oltre 50 mila le famiglie cristiane sfollate da Bagdad, Bassora, Mosul e altre località del paese. Ventimila di loro sono state concentrate nella piana di Ninive, le altre 30 mila sono finite all’estero, in Siria, Giordania, Libano e altri paesi dell’area, anche se risulta che diverse sono emigrate in Europa e addirittura negli Usa”.