MALATTIA E DISABILITÀ: SPAGNOLO (BIOETICISTA),"NON SIANO CRITERI DI DISCRIMINAZIONE"

"Abbandonare il paziente nel momento in cui si avverte l’impossibilità di ottenere risultati apprezzabili in relazione alla cosiddetta qualità della vita" è il "rischio" che nasce dalle "enormi possibilità che ha oggi la medicina per arrestare il decorso infausto di tante malattie". Lo afferma Antonio Spagnolo, ordinario di Bioetica e coordinatore del Comitato scientifico del Convegno "Le sfide del prendersi cura”, che si tiene domani all’università di Macerata. "Ma – sottolinea Spagnolo anticipando una riflessione sul tema del convegno – il riconoscimento della dignità dell’esistenza di ogni essere umano deve essere il punto di partenza e di riferimento di una società che difende il valore dell’uguaglianza e si impegna affinché la malattia e la disabilità non siano criteri di discriminazione sociale e di emarginazione": per questo il "prendersi cura" deve escludere sia "l’abbandono terapeutico, fino all’eutanasia", sia "l’accanimento terapeutico". Nel corso del convegno si presenteranno anche alcune esperienze nei campi più critici come quello dello stato vegetativo persistente (come il caso di Eluana Englaro), del malato oncologico, del disabile grave e del malato anziano "per mostrare – conclude il docente – che non si devono abbandonare i malati e le loro famiglie soprattutto avallando l’idea che alcune condizioni di salute rendano indegna la vita".