La proposta contenuta nel Libro Verde della “centralità della persona, in sé e nelle sue proiezioni relazionali a partire dalla famiglia”, è "fondamentale" per le Acli: "La famiglia è il punto di partenza e il metro di giudizio per promuovere l’inclusione sociale". "Ma il protagonismo della famiglia – aggiungono le Acli – va sostenuto sia nella sua capacità di auto-promozione e auto-tutela, che nelle sue difficoltà, attraverso politiche integrate e mirate, che superino la logica emergenziale e assistenziale". "Non tutte le famiglie sono uguali – osserva Olivero – per opportunità, risorse, competenze. La logica della sussidiarietà non può essere separata dalla solidarietà". Le Acli chiedono una riforma del welfare misurata sul "parametro familiare": a partire dall’investimento sul lavoro femminile (riduzione del cuneo fiscale); l’aumento dei servizi materno-infantili; la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro; l’agevolazione nell’acquisto della casa, il pagamento dei mutui e l’affitto per le giovani coppie; il sostegno per la cura dei malati e degli anziani (il Fondo per la non-autosufficienza); l’adozione di un nuovo regime fiscale “a misura di famiglia” (deduzioni e quoziente familiare). Anche le famigliare immigrate – affermano le Acli – sono "un investimento da promuovere", in quanto "costruttrici di una immigrazione più integrata e quindi più sicura".