Si è chiusa ieri a Roma la decima assemblea nazionale del Meic. (Movimento ecclesiale di impegno culturale) che ha approvato a larghissima maggioranza il "Documento Camaldoli". "Il testo – si legge in un comunicato stampa diffuso dallo steso movimento – contiene le riflessioni e le proposte del Meic: un nuovo patto sociale di cittadinanza, democrazia partecipativa, riforme perché il lavoro recuperi il primato sul capitale, politiche fiscali fondate sulla nozione di capacità contributiva, Tobin Tax, una nuova governance mondiale con centralità dell’Unione europea, diritto di cittadinanza più accessibile per gli immigrati, un impegno deciso per la salvaguardia dell’ambiente anche da parte della Chiesa, una laicità fondata sul dialogo, il tutto per «rinnovato umanesimo cristiano». L’assemblea ha inoltre votato una mozione sui "decreti Gelmini". «I contenuti – si afferma – non sembrano essere il frutto di un chiaro e coerente disegno pedagogico» e «non manifestano alcuna finalità educativa, salvo che si consideri l’educazione come equivalente ad una più dura disciplina, e la valutazione degli studenti come identica ad una semplice assegnazione di voti numerici». Un "no" deciso anche ai tagli («spendere meno non è spendere meglio») e alle classi-ponte per immigrati («condurrebbero a risultati opposti rispetto all’obiettivo dell’integrazione e della cittadinanza»). (segue)