MONS. BETORI: INGRESSO A FIRENZE, IN FILA CON IL VASSOIO ALLA MENSA CARITAS

"Oggi tante cose vengono messe in discussione: c’è chi si chiede se un neonato sia una persona e quale vita sia degna di essere vissuta, come se ci fosse un livello sotto il quale la vita non è più tale". Lo ha detto ieri monsignor Betori durante la visita all’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze, durante il suo "ingresso" nella diocesi fiorentina. “Il fatto che ci si ponga queste domande ci inquieta – ha proseguito monsignor Betori -. Chi deve rispondere? I guru della pubblicità, il comitato centrale di qualche partito o il responsabile del marketing di qualche grande azienda? Di fronte a queste domande bisogna ribadire con forza che ogni neonato ha diritto alla vita e ogni persona ha piena dignità”. Dopo la visita ai piccoli malati, monsignor Betori ha proseguito la sua prima giornata "fiorentina" fermandosi a pranzo alla mensa Caritas: un pranzo condiviso con gli ospiti che ogni giorno qui vengono accolti. "Il servizio alla carità – ha affermato – è uno degli aspetti della Chiesa fiorentina che mi ha più impressionato, sia per il suo radicamento storico che per la sua vitalità e per la varietà di risposte". Dopo aver incontrato il direttore nazionale della Caritas don Vittorio Nozza, il direttore della Caritas fiorentina Alessandro Martini e l’assessore comunale ai servizi sociali Lucia De Siervo, l’arcivescovo si è messo in fila con il suo vassoio per il pranzo.