GIOVANNI PAOLO II E CONCILIO: CARD. DZIWISZ, UN "IMPEGNO" CHE "PRESE SUL SERIO"

Un "impegno" che "prese sul serio". In sintesi, è stato questo il Concilio per Giovanni Paolo II. Ad assicurarlo, sotto forma di "testimonianza", è stato il card. Stanislaw Dziwisz, arcivescovo di Cracovia, intervenuto oggi al Convegno internazionale "Cristo, Chiesa, Uomo: il Vaticano II nel pontificato di Giovanni Paolo II", in corso al Seraphicum di Roma fino al 30 ottobre. Karol Wojtyla, ha detto il suo segretario personale, considerava il Concilio "non solo un evento ecclesiale, ma anche un evento spirituale", e "tornando in Polonia in ogni occasione parlava dei lavori del Concilio e spiegava il pensiero dei padri ai diversi gruppi di laici". Subito dopo la fine dell’importante assise ecclesiale, "si occupò della promozione dell’insegnamento conciliare" non solo a livello di riflessione teologica, ma anche "dando impulso alle attività pastorali centrate al rinnovamento della vita spirituale ed ecclesiale". Tutto ciò, a partire dalla consapevolezza che "solamente Cristo, il suo amore e la libertà che scaturisce da esso, potevano scuotere le coscienze, forse anche intorpidite, dell’uomo e della donna del nostro tempo". Giovanni Paolo II, ha concluso Dziwisz, "volle annunciare la libertà vera a chi viveva nella paura con cui ogni dittatura si regge: dittature politiche, ma anche subdole dittature economiche, che vogliono manovrare le masse verso gli interessi di pochi".