"Il compito culturale della Chiesa è garantire la priorità dell’etica sulla tecnica, il primato della persona sulle cose, e la superiorità dello spirito sulla materia". Lo ha detto il card. Paul Poupard, presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura e del Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso, intervenendo oggi al Convegno internazionale su "Il Vaticano II e il pontificato di Giovanni Paolo II". Soffermandosi sulla prima enciclica di Giovanni Paolo II, la "Redemptor Hominis", una sorta di "programma lanciato all’inizio del suo pontificato", Poupard ha fatto notare che "la Chiesa è responsabile della verità rivelata sull’uomo, al quale ricorda che non può vivere senza amore". Secondo il porporato, "la parola di Giovanni Paolo II, proferita ad alta voce e con fermezza su tutti i continenti durante tutto il suo lungo e fecondo pontificato, non ha cessato di mettere in atto l’insegnamento del Concilio", particolarmente attuale in un’epoca come la nostra, in cui "pur non essendoci più una vera e propria opposizione all’annuncio del Vangelo, di stampo ideologico o filosofico, quello che chiamiamo ateismo militante, si riscontra invece una diffusa tendenza, soprattutto nei paesi e nelle culture occidentali, a trascurare sempre più l’aspetto religioso, a relegarlo ai margini della propria vita".