MEDIA E MINORI: D’AMATO (UN. ROMA TRE), ALCUNI VIDEOGIOCHI "SONO SCUOLA DI CRIMINALITÀ"

Intervenendo stamani al convegno su media e minori, la presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia Alessandra Mussolini ha annunciato la presentazione di "un’iniziativa ad uso dei genitori per proteggere i minori su Internet". Domani, ha aggiunto, "la Commissione avvierà un’audizione e un’indagine conoscitiva sul rapporto media-minori". Sono 24 milioni e mezzo i cittadini italiani che utilizzano i videogiochi; il 30% adulti, il restante giovani sotto i 28 anni all’interno dei quali l’88% ha tra i 14 e i 19 anni di età, ma moltissimi sono i bambini dai 6 anni in su. Sono i dati resi noti da Marina D’Amato, componente del Cnu e docente di sociologia all’Università di Roma Tre. "Esiste una misconoscenza dell’universo dei videogames, che invece occorre conoscere per organizzare in termini leali e legali – ha osservato -. Pochi genitori sono al corrente della presenza di Satana all’interno di alcuni, figura suadente e persuasiva che tutto è lecito e possibile". Certi videogiochi poi, "con l’esaltazione dell’astuzia e della trasgressione delle regole sono quasi una scuola di criminalità". Per l’esperta occorre "esaltare la responsabilità genitoriale" ma anche "incentivare la responsabilità sociale d’impresa" e "si potrebbero adattare alla situazione italiana modelli positivi di tutela già sperimentati all’estero". (segue)