"Occorre una riflessione condivisa, che non coinvolga solo alcuni settori, perché le questioni proposte interrogano la politica e i sindacati, ma anche famiglie, insegnanti e studenti". Lo chiede l’Azione cattolica italiana (www.azionecattolica.it), intervenendo nel dibattito in corso su scuola e università. A fronte delle "polemiche" generate dai "provvedimenti adottati dall’esecutivo per i diversi cicli d’istruzione, alcuni motivati dalla necessità di razionalizzare la spesa (maestro unico, dimensionamento degli istituti, riduzioni del monte-ore), altri da questioni di carattere sociale (le classi d’inserimento per gli studenti stranieri)", è "molto complesso pervenire ad un’opinione univoca", riconosce l’associazione, "anche perché, come avviene ormai da anni e con diverse maggioranze politiche, gli interventi sulla scuola sono operati tramite singole misure, e non attraverso una necessaria riforma organica". L’Ac richiama il "valore di un dissenso che sia costruttivo per l’esercizio della democrazia", ricordando che "l’esclusivo ricorso ad azioni di protesta" non fa "il bene della scuola"; d’altra parte, osserva, è necessario "che su un bene così prezioso per la società, quale la scuola, si cerchino tutte le strade democratiche per arrivare a conclusioni condivise, evitando il ricorso a strumenti legislativi che mortificano il dibattito pubblico". (segue)