"La Croce, per tutto quello che rappresenta e quindi anche per il messaggio teologico che contiene, è scandalo e stoltezza" ma è al tempo stesso "il ‘centro del centro’ del mistero cristiano". Nella catechesi dell’udienza generale di questa mattina, nuovamente incentrata sulla figura di San Paolo, Benedetto XVI ha spiegato che dopo essere stato un persecutore dei cristiani, Paolo "passò dalla parte del Cristo crocifisso, facendo di Lui la sua ragione di vita e il motivo della sua predicazione". Nella Croce "si era manifestato l’amore gratuito e misericordioso di Dio" che "Paolo sperimentò anzitutto in se stesso" constatando che "la salvezza è ‘grazia’, che tutto discende dalla morte di Cristo e non dalle nostre opere". Pertanto, ha proseguito il Papa, il "vangelo della grazia" diventò per lui "l’unico modo di intendere la Croce", il criterio "della sua nuova esistenza" e "la risposta ai suoi interlocutori". Per San Paolo la Croce "rappresenta il punto focale della sua teologia, perché dire Croce vuol dire salvezza come grazia per ogni creatura". Di qui, secondo Benedetto XVI, il suo presentarsi "non con sublimità di parola o di sapienza, ma con l’annuncio di Cristo e di questi crocifisso" alla Chiesa di Corinto "dove erano presenti in modo preoccupante disordini e scandali, dove la comunione era minacciata da partiti e divisioni interne" che ne incrinavano l’unità. (segue)