"Per questo afferma ancora Zamagni se vogliamo ricostruire le basi di un’economia di mercato orientata al bene comune dobbiamo rivedere anche il welfare della società". E, in linea con la critica avanzata anche di recente, a seguito della pubblicazione dei dati Caritas sul crescente impoverimento della classe media in Italia, che scivola sempre di più sotto la soglia di povertà significa dunque superare il "welfare state, insieme di poltiche che tendono a migliorare le condizioni di vita delle persone nei diversi comparti, la sanità, l’assistenza. Oggi bisogna guardare alla welfare society, che tende a migliorare le capacità di vita. Il primo modello può fare a meno della reciprocità, il secondo no". Questo perché "per aumentare le nostre capacità non abbiamo solo bisogno di beni di giustizia, che discendono da un dovere, ad esempio dello stato, ma anche di beni di gratuità, o relazionali, quelli che derivano dal legame, dall’obbligazione". L’economista critica dunque l’autore francese Godbout, secondo cui il dono non può trovare spazio dentro l’economia di mercato, perché ne è l’antitesi. "Nella relazione di reciprocità all’interno di un’economia di mercato spiega Zamagni io posso darti qualcosa che mi restituirai quando potrai e quando sarà nelle tue possibilità farlo. Vuol dire questo avere delle imprese che praticano la reciprocità".