"La cosa migliore sarebbe che anche l’induismo moderato condanni e metta al bando i gruppi fondamentalisti come chiedono i cristiani". Lo ha dichiarato al Sir padre Bernardo Cervellera, direttore dell’agenzia di stampa Asia news, commentando il messaggio "Cristiani e indù: insieme per la non violenza", che il card. Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso ha diffuso ieri in occasione del Diwali, la festa della luce. Per Cervellera questo messaggio può aiutare gli indù a "scoprire" le loro radici, "che sono radici di tolleranza e apertura" e a rifiutare "il modo violento" di vivere l’induismo dei gruppi estremisti, protagonisti delle aggressioni ai cristiani degli ultimi mesi in India. E proprio ieri è arrivata la notizia della morte di padre Bernard Digal, il primo sacerdote colpito dalle persecuzioni in Orissa, dove fu picchiato selvaggiamente nella notte del 25 agosto. "I cristiani ha spiegato Cervellera sono particolarmente colpiti perché promuovono la dignità di tutti gli uomini, anche dei più umili o dei ‘fuori casta’. Questo crea una rivoluzione dell’ordine sociale indiano che gli estremisti vogliono bloccare". Per questo "difendere la libertà religiosa in India significa difendere il futuro del paese".