GIOVANNI PAOLO II E CONCILIO: TORTORELLA, “CREDEVA NEL GENIO FEMMINILE”

“Anche se è stato spesso criticato per i suoi ragionamenti, Giovanni Paolo II credeva profondamente nel genio della donna”. Lo ha detto Laura Tortorella, della Pontificia facoltà teologica San Bonaventura, intervenuta questo pomeriggio al Convegno internazionale su “Il Vaticano II e il pontificato di Giovanni Paolo II, in corso a Roma fino a domani. “L’insegnamento di Karol Wojtyla sulla donna – ha proseguito la relatrice – ha dato frutti preziosi e senza precedenti”, in quanto basato sulla “pari dignità tra uomo e donna, messa in pratica anzitutto da Cristo nei suoi comportamenti”. In particolare, ha ricordato Tortorella, Giovanni Paolo II “ha introdotto l’antropologia uni-duale, in base alla quale la persona è caratterizzata da unità e relazionalità”. Si tratta, cioè, di “un’antropologia dell’unità e della differenza, che considera uomo e donna nella reciprocità, in quanto chiamati ad esistere reciprocamente l’uno nell’altra”. Altro “elemento fortemente caratterizzante” del magistero di Giovanni Paolo II sulla donna è la maternità, connaturata “ad ogni donna, ma anche ad ogni uomo, che viene al mondo grazie ad una donna”. Per quanto riguarda il ruolo della donna nella società, secondo Tortorella “Giovanni Paolo II ha esortato a riscrivere la storia in modo meno unilaterale. Quella della donna custode della vita – ha concluso la relatrice – è ancora una pagina da scrivere per l’umanità”.