” “”Immigrati, gente di colore, marocchini”. Sono termini con cui spesso i media indicano le persone che arrivano in Italia da altri paesi o continenti, senza preoccuparsi del loro nome e provenienza. Ma così facendo si “toglie loro l’identità”.” “Lo ha rilevato questo pomeriggio a Roma Massimo Ghirelli, presidente dell’Archivio immigrati, intervenendo all’incontro “I nostri ‘diversi’ come i media li raccontano”, promosso dal Premio Claudio Accardi e dalla Facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università “La Sapienza”. Ghirelli ha messo in guardia da un comportamento dei media volto a “mettere il timbro su nuovi muri e separazioni”, occupandosi degli stranieri solo in certe circostanze o “in maniera frammentaria”. E’ così, ad esempio, quando si considera l’immigrato “solo come una persona che viene in Italia a lavorare”. Ne consegue che “quando egli termina la giornata lavorativa non si sa chi sia, cosa faccia, quali siano le sue esigenze e diritti”. Eppure, ha aggiunto Mariano Benni, direttore di Misna, “immigrazione e diversità sono fenomeni congeniti nel mondo d’oggi”, che meritano “un’informazione corretta e genuina”. Un’informazione, però, che talora viene “considerata dannosa” dai poteri forti e perciò lasciata ai margini.