"Ero in carcere e mi avete visitato": con questo slogan la parrocchia guanelliana di Sant’Antonio di Padova ad Alberobello porta avanti, ormai da quattro anni, un progetto di volontariato nel carcere di Turi. Una ventina di ragazzi tra i 18 e i 35 anni si incontrano ogni seconda domenica del mese, dopo la messa nella casa di reclusione. A partire da questo mese di ottobre e fino a marzo 2009, i giovani sono impegnati in 5 incontri di informazione e sensibilizzazione sulla realtà carceraria in sinergia con altre realtà operanti che fanno riferimento al servizio di pastorale carceraria "Fratello lupo". Tra i temi affrontati cause e devianze della criminalità, la quotidianità della persona detenuta, le norme sull’ordinamento del carcere, il ruolo del volontariato penitenziario. E’ in fase di attivazione anche uno sportello di comunicazione tra la parrocchia e la casa di reclusione per promuovere azioni di sostegno per gli oltre 140 detenuti presenti, in gran parte immigrati; allo studio anche un sito internet, un giornalino curato dai detenuti e una casa famiglia. "Abbiamo ottenuto l’autorizzazione ad ospitare detenuti immigrati che non possono usufruire di permessi premio, pur avendoli a disposizione, per mancanza di riferimenti sul territorio" spiega Luciana Santoro, coordinatrice dell’iniziativa. "Li accogliamo presso il Centro don Guanella, in parrocchia".